L'lndia in cui ebbe origine l'Ayurveda ci è in gran parte sconosciuta. Sappiamo che la fertile valle dell'Indo ospitava molte città stato, tra il tremilacinquecento e il millecinquecento a.C. in quella che oggi è considerata una delle cinque culle della civiltà, insieme con Egitto, Sumeria, Cina, e Perù.
È noto che queste città stato erano solide, raffinate e si estendevano da mille fino a più di un milione di Km2, nella regione che oggi corrisponde all'India nord-occidentale. La terra, irrigata da un grande sistema fluviale, era molto fertile e permetteva di produrre oltre il fabbisogno.
Ciò portò allo sviluppo del commercio e all'urbanizzazione. Le città erano organizzate bene, disponevano di un complesso sistema di scrittura pittografica, di uno standard per i pesi e le misure e di modelli costruttivi molto ben concepiti. Mohenjodaro e Harappa erano i centri principali di questa grande civiltà e la loro attenta pianificazione rifletteva un ordine politico coerente e ben definito. Disponevano di un avanzato sistema di fognature e avevano generalmente un livello sanitario particolarmente elevato, che trova riscontro nell'attenzione riservata dalla letteratura Vedica ai principi d'igiene. Le case di pietra e mattoni erano costruite nel rispetto di un comune progetto urbano e in modo tale da permettere il flusso di energia vitale nella collettività.
Era una ricca cultura di orientamento naturalistico che praticava il culto della Dea Madre. Al pari di altre civiltà del tempo, vaste estensioni di terra erano riservate alla coltivazione di cotone, grano e altri cereali. C'erano fiorenti scambi commerciali con il paese di Sumer, attraverso il golfo persico e il mare arabico e sono stati persino ritrovati complessi giocattoli di argilla, che testimoniano ulteriormente la prosperità e la profondità di questa antica cultura. Sembra che questa civiltà cominciasse a vacillare, verso il millesettecento a.C. probabilmente a causa d'invasioni nemiche, mutamenti climatici e deviazioni nel corso del fiume Indo.
La conoscenza dell'Ayurveda sorse da questa sofisticata cultura in evoluzione. La tradizione vuole che i Rishi, gli antichi saggi indiani, sentissero la necessità di allontanarsi dalla civiltà per trovare la calma e la chiarezza necessarie a sviluppare quella conoscenza che essi ricercavano con tanto zelo. Così, in un lontano passato, un folto gruppo di Rishi proveniente da questa fiorente cultura si ritrovò ai piedi dell'Himalaya per affrontare il problema della malattia e dei suoi effetti sul genere umano. Il loro obiettivo era l'eliminazione della malattia, non solo nell'uomo ma in tutte le creature; su questo essi meditarono e da quelle meditazioni hanno avuto origine le conoscenze dell'Ayurveda.
Le origini della tradizione Vedica, da cui proviene l'Ayurveda, sono oscure ma si pensa siano da porsi in relazione con l'emigrazione, avvenuta nel subcontinente indiano, di un popolo di lingua indoeuropea, proveniente da nord-ovest, che si stabilì nella valle dell'Indo intorno al duemila a.C. Le scritture indiane li chiamano Ariani un nome che viene variamente tradotto come "itineranti" o "girovaghi".
Gli Ariani Vedici portarono con sé concetti religiosi, riti che ampliavano la coscienza e una serie di divinità naturalistiche. Alcune di queste divinità sembrano corrispondere ad altre delle tradizioni greche, romane e persiane, facendo supporre una possibile origine preistorica comune. La religione che gli Ariani svilupparono tra il duemila e il millecinquecento a.C. è descritta in una raccolta di inni e canti chiamata Veda, che letteralmente significa "conoscenza". Gli induisti hanno sempre considerato i Veda eterni e di origine divina, ritenendo i Rishi solo dei veggenti che scrivevano ciò che veniva loro trasmesso, per ispirazione divina, direttamente dal Sé supremo.
L’Ayurveda: le origini filosofiche
I testi che formano i Veda sono quattro: il Rigveda, il Samaveda, lo Yajurveda e l'Atharvaveda.
Rig Veda
E il più antico e consta di oltre mille inni. Gli altri Veda si basano su questa opera, che raccoglie gran parte della conoscenza Vedìca sullo Yoga, la Meditazione, i Mantra, l'Ayurveda e Stapatya Veda. Rig Veda è collegato con Stapatya Veda – Scienza dell'Architettura. In genere gli studiosi lo fanno risalire intorno al millecinquecento a.C. sebbene alcuni osservino che gli scavi archeologici e i riferimenti astronomici indichino un periodo molto precedente.
Sama Veda
Il Samaveda riporta vari inni del Rigveda in forma più musicale e rappresenta l'estasi e la beatitudine della Realizzazione. Se il Rigveda è il passo, il Samaveda è la danza; il primo è la parola, il secondo l'intelletto. Il Sama Veda è collegato con Gandarva Veda – Scienza della Musica.
Yajur Veda
Tratta dei diversi rituali Yogi e dei sacrifici per purificare la mente e risvegliare la coscienza. I rituali si propongono di rappresentare l'universo all'interno dell'individuo, per realizzare l'unione fra le due dimensioni. Yajur Veda è collegato con Dhanur Veda – Arti Marziali.
Atharva Veda
Considerato l'ultimo e il meno antico dei Veda, questo testo contiene canti e incantesimi per calmare gli Dei e Mantra per allontanare il male, la sfortuna, i nemici e le malattie. A differenza degli altri Veda, riporta formule magiche usate dai sacerdoti. L'Atharva Veda è collegato con Ayur Veda – la Medicina.
Ognuno dei quattro Veda è diviso in due parti distinte, Mantra e Brahmana. L'una contiene preghiere e lodi a vari aspetti dell’Assoluto, l'altra istruzioni dettagliate per lo svolgimento delle cerimonie in cui venivano utilizzati i Mantra.
Della cosiddetta "letteratura Vedica" fanno anche parte testi che forniscono segrete spiegazioni mistiche dei rituali (Aranyaka), e le Upanishad, massima espressione (della filosofia Vedanta, di cui possiamo dare solo qualche breve cenno. Complessivamente, questi trattati sono noti come Shruti, "conoscenza ricevuta", in contrapposizione a Smirti (come la Bhagavad Gita), che è invece "conoscenza ricordata".
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